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Lettera al Ministro Giannini

Roma, 24 maggio 2014

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica prof.ssa Stefania Giannini

e p.c.

al Capo di Gabinetto dott. Alessandro Fusacchia,

alla Vice capo di Gabinetto dott.ssa Simona Montesarchio,

al Capo dipartimento prof. Marco Mancini.

Gentile Ministro Giannini,
apprezziamo molto l’invito a dare un contributo a migliorare la bozza del decreto per la formazione delle graduatorie nazionali per il conferimento degli incarichi a tempo determinato nell’AFAM e aderiamo con entusiasmo.
Prima di tutto segnaliamo che tra i precari dei Conservatori, una percentuale altissima è costituita da insegnanti dei corsi di jazz, corsi che sono entrati da poco negli ordinamenti didattici. Tra questi precari è possibile distinguere i supplenti annuali, quasi tutti supplenti di nessuno, perché lavorano su cattedre vacanti, e i lavoratori con contratti atipici, per lo più co.co.co., tra i quali la presenza degli insegnanti di jazz è schiacciante. Questo perché, a fronte di una flessione delle richieste per i corsi tradizionali, per i corsi di jazz la richiesta è in aumento, e i Conservatori, non potendo far fronte con gli organici, che non sono modificabili facilmente e velocemente, fanno ricorso a lavoratori precari non garantiti.

La legge 128 prevede che quanti abbiano “maturato almeno tre anni accademici di insegnamento” possano essere inclusi in graduatorie per incarichi a tempo determinato. Ma tradendo la ratio della legge 128, e colpendo particolarmente gli insegnanti dei corsi di jazz, la bozza dell’imminente decreto prevede che un anno accademico di insegnamento si possa maturare solamente con un contratto a tempo determinato che preveda un servizio di almeno 360 giorni. Questo obbiettivo è difficilmente raggiungibile perché i Conservatori spesso nominano i supplenti in ritardo. I contratti atipici poi sono esclusi. Eppure quasi tutti insegnano in base graduatorie d’istituto che, seguendo le direttive della nota ministeriale 3154 del 9 giugno 2011, hanno equiparato 180 giorni di lavoro a tempo determinato, o 180 ore di contratto atipico, ad un anno di servizio.

Sulla base di quanto rilevato, chiediamo quindi, a nome dei nostri associati, a tutela dei tanti musicisti di jazz che stanno lavorando nei Conservatori e del ruolo che questa musica ha nelle istituzioni pubbliche, che la bozza venga modificata in modo da considerare requisito di accesso l’aver svolto nel corso di ciascun anno accademico almeno 180 giorni di servizio a tempo determinato, o almeno 180 ore di insegnamento con contratti atipici.
Certi del fatto che le nostre ragioni verranno prese in considerazione porgiamo i più cordiali saluti e un augurio di buon lavoro per la valorizzazione e lo sviluppo delle istituzioni musicali, che sappiamo starle a cuore.

MIDJ
Il Presidente

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