SIAE

MIdJ affronta il tema SIAE

Midj, presente nella delegazione che sta dialogando con il ministro Franceschini per la rivalutazione del mondo del jazz italiano, sta affrontando, tra gli altri, il tema Siae.

Qui di seguito potete leggere alcuni punti generici per iniziare un’analisi della situazione e per avanzare delle richieste di modifica. Midj propone il dibattito on-line su questi temi sia per stimolare la partecipazione diretta degli iscritti, sia per dare informazioni corrette sull’argomento e aggiornare sugli sviluppi di questo rapporto con le istituzioni.

Si lavorerà per:

1) Una revisione statuaria dei criteri elettorali della SIAE attualmente in base al censo, sistema palesemente anti democratico. Si richiederà anche di facilitare la votazione in tutta Italia e non solo a Roma;

2) Adeguamento alle leggi vigenti europee riguardanti le ripartizioni dei diritti d’autore per i concerti live e diritti connessi;

3) Ottenere la maggiorazione anche per il jazz (attualmente prevista solo per la musica “colta”);

4) Investimento dei fondi SIAE non ripartiti  al fine di un incremento di attività culturali legate alla Musica jazz e affini;

5) Maggiore trasparenza anche attraverso la pubblicazione on line di tutti i parametri tariffari a favore di tutti.

Vorresti aggiungere qualcosa? Dì la tua e partecipa al cambiamento!

Lascia il tuo punto di vista in un commento qui sotto.

1 comment for “MIdJ affronta il tema SIAE

  1. Francesco
    6 giugno 2014 at 11:42

    Riguardo la Siae è in corso una class action, iniziata dal cantante indie rock Umberto Palazzo, riguardo il tema concertini/ripartizione. La cosa è partita da Facebook, e in un paio di mesi è arrivata all’Eur, dove hanno risposto ufficialmente dal sito Siae.

    Qui i link:

    https://www.facebook.com/pages/Come-vengono-ripartiti-i-proventi-dei-border%C3%B2-class-action-contro-la-SIAE/382851051727149

    http://www.linkiesta.it/siae-umberto-palazzo

    e infine la risposta della Siae:

    http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=11074

    In particolare è interessante la definizione di “concertini” sul punto 2 della replica della Siae, che li definisce
    “esecuzioni di musica accessorie rispetto all’attività principale costituita dal consumo di bevande e/o alimenti (ad esempio il Piano-bar)”. Penso che il 90% dei jazz club, e nella mia esperienza, anche diversi festival, usino il borderò rosso, ovvero quello dei “concertini”. Come si può equiparare il pub con piano bar al jazz club o al locale che fa indie rock? La mancanza di buonsenso è lampante; noi non siamo avvocati e se vogliamo giocare la partita con la Siae conviene giocare in casa (cioè sul buonsenso) piuttosto che sul campo delle norme e delle leggi, secondo me..

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