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Alla Casa del Jazz, un’estate senza Jazz.

Un’estate senza jazz… Alla Casa del Jazz si fa la Festa dell’Unità. Non ci sono parole.
L’associazione Midj considera la Casa del Jazz uno dei temi più urgenti da affrontare, e sta lavorando perché diventi veramente un luogo aperto, vitale, attivo; un riferimento non solo per Roma ma per tutto il jazz italiano.
Questa notizia va nella direzione opposta…

Noi del MIDJ ci stiamo muovendo nei confronti del Comune di Roma e a giorni avremo un incontro. É necessaria e fondamentale la partecipazione di tutti! Non possiamo pensare che il nostro luogo venga usato per accogliere manifestazioni che poco hanno a che fare con la musica.

Il MIDJ ha già incontrato il sindaco Marino per capire come tra tutte le realtà del jazz italiano si potesse pensare di fare una gestione collettiva della Casa. Il sindaco si é mostrato molto disponibile e anche Franceschini ha mostrato la volontà di sostenere questa proposta. Poi tutto si é fermato con le dimissioni dell’Assessore capitolino alla cultura Flavia Barca. Abbiamo avuto certezza  che questi incontri riprenderanno a breve, con la speranza di ridare un nuovo volto alla Casa da settembre in poi. La notizia della Festa dell’Unità è  un brutto segnale di qualcosa che è stato deciso chissà quanto tempo fa.

Invitiamo chi ha a cuore questo tema a partecipare e condividere le proprie idee lasciando un commento! 

6 comments for “Alla Casa del Jazz, un’estate senza Jazz.

  1. Ada
    14 giugno 2014 at 17:12

    Rimango perplessa, e lo dico personalmente e come presidente di Midj, quando tra noi musicisti prevale il solito individualismo con la preoccupazione primaria ed esclusiva (e sicuramente a ragione) di come fare ad avere una data in più. Qui se non ci si raggruppa per creare una vera comunità, non andiamo da nessuna parte, o facciamo veramente poca strada. Non so se sia il caso di occupare la Casa , ma noi scriveremo e lo faremo in maniera dura. Spero che molte lettere arrivino al sindaco. Da domani andremo a vedere cosa succede li, per verificare quello che scrive il buon Sgritta.
    Quello che voglio ribadire è che muovendosi individualmente non si avranno mai grandi risultati, quindi è necessario e impellente associarsi. Più siamo e più forte conteremo! E credetemi la mia non é una “campagna abbonamenti”! Noi come Midj sono 3 mesi che stiamo lavorando veramente sodo, solo ed esclusivamente per il bene comune, o almeno ci stiamo provando con tutte le nostre forze.

    • Antonio
      29 luglio 2014 at 12:29

      “individualismo”, dice la Montelanico…viene facile rispondere che il Jazz, nato e sviluppatosi in un contesto capitalistico, non poteva che far leva sulla competizione e sul condizionamento dell’industria culturale … in Italia abbiamo declinato questo nella divisione in “orticelli” (quello “classicista”, quello “avantgarde”, etc., con critici “organici”) o in “cordate” (con struttura quasi da “clan”), legate a questo o quel musicista o critico, che decidono o dominano nei programmi concertistici. La casa del Jazz poteva essere l’occasione per una maggiore apertura e “democraticità” nella visione e nella proposta, nonostante il carattere autocelebrativo datogli dal Veltronismo: finora non lo è stata, o lo è stata molto parzialmente, questa crisi può essere l’occasione perché cominci ad esserlo davvero

  2. 18 giugno 2014 at 15:59

    Ammirazione e sostegno a voi che fattivamente cercate contatti con l’istituzione. Di base vi rende simili ad alfieri di un altro tempo. Certo la partita è difficile. La Politica è un osso duro. QUi, nella nostra Italia solatìa, ognuno guarda ai broccoletti suoi… sosterrò sempre, come da sempre faccio, la causa della condivisione. Tuttavia, mi sembra che non sia nel nostro DNA nazionale. In esso è inscritto l’individualismo, l’aggregazione per tribù. L’unico grande sforzo che dovrebbero fare tutti, sarebbe quello di capire che se non si lavora su un fronte comune, saremo tutti cancellati dalla mancanza di appeal “popolare” che il Jazz ha. Il pubblico non ha interesse per il jazz e questo è un dato di fatto. I grandi Media ignorano la musica che amiamo. A meno che non sia condita di ridondanze civettuole o virtuosismi pirotecnici. Il vero problema è che solo facendo squadra, si può ottenere un risultato. Impegnandosi come state facendo voi. Forse le nuove generazioni ce la faranno. Vedo meno chiusura rispetto alle precedenti. Comunque Ada, bravi!

  3. 18 giugno 2014 at 21:18

    chiedo scusa, ma se non sbaglio, l’affitto della struttura per ospitare la festa dell’unità è contenuto in dieci giorni nella metà di luglio. insomma, stiamo parlando di 10 giorni contro i tre mesi abbondanti di estate…

    tutto il resto dell’estate (giugno, luglio, agosto, metà settembre…) è libero da “orrende prevaricazioni politiche”; forse, invece di stracciarsi le vesti gridando allo scandalo, occorrerebbe chiedersi come sia possibile che, appena finiscono i finanziamenti comunali, strutture come la casa del jazz o la casa del cinema non riescano a stare in piedi con le loro gambe e con la loro programmazione.

    delle due, l’una: o jazz e cinema (detto brutalmente) non hanno mercato, oppure chi gestisce queste strutture ha compiuto e compie delle scelte sbagliate

    in tutto questo, affittare per dieci giorni alla festa dell’unità, mi sembra veramente la cosa meno grave

    buona serata

    • paolo rubei
      29 agosto 2014 at 10:10

      Volevo solo aggiungere che é stato chiesto al comune di fare un Festival Jazz alla Casa del Jazz per 50 serate. Lo ha chiesto l Ass Culturale che ha gestito Villa Celimontana (che avrebbe fexteggiato i 20anni..). Dunque i maggiori organizzatori per quantitá e qualitá in questo settore. Che che se ne dica, Villa Celimontana nn é stato un semplice Festival, ma ha rappresentato per anni uno strappo qualificante e rivalutatore per un certo mondo fino ad allora relegato in scantinati tipo “club della pipa”da 10persone a sera..
      Villa Celimontana, per un decennio é stato il FestivalJazz piuLUNGO DEL MONDO, in Italia, a Roma, cittá provinciale per molti versi rispetto al resto del mondo. Ha portato le nuove tendenze internazionali a Roma e il Jazz Italiano nel mondo(londra,new york,chicago,parigi,barcellona.finlandia,mosca,amsterdam,cina,corea e medio orente).
      Villa Celimontana per anni non ha soltanto portatoNew York City al Colosseo..ma davvero molto piu.
      E non si é mai allontanata, come molti IMPROBABILI progetti preferiti a noi quesya estate, da un senso di appertennza con.un certo mondo a metá tra la concezione di intrattenimento di qualita e storia della musica ,senza mai snaturarsi.
      Villa Celimontana,grazie alla passione della famiglia Rubei, ha fatto tendenza in Italia e nel mondo ma a Roma l hanno uccisa, stritolandola tra le maglie di burocrazia, rendiconti piu o meno personali e miopi giochi di potere.
      Paolo Rubei

  4. amedeo
    24 giugno 2014 at 11:17

    la casa del jazz come tutta la zona circostante e’ gia’ chiusa da 2 o 3 settimane e sarà così fino alla fine di luglio, NON SOLO PER 10 GIORNI !!

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