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Primo incontro SIAE

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Giovedì 16 luglio alle ore 10,30 si è tenuto presso la sede centrale della SIAE, in Viale della Letteratura 30, a Roma, un ‘incontro tra una delegazione MIDJ e alcuni importanti dirigenti della SIAE.

La delegazione MIDJ era composta da Ada Montellanico, Paolo Tombolesi e gli avvocati Giuseppe Mazziotti e Loredana Rondelli, e a riceverla c’erano il Direttore dell’ufficio legislativo e rapporti istituzionali avv. Paolo Agoglia affiancato dalla Direttrice dell’Ufficio Accordi della Divisione Autori e Editori dott.ssa Roberta Luise e dalla dott.ssa Danila Confalonieri, Coordinatrice dell’Ufficio Attività di Promozione. A loro si è successivamente aggiunto il dott. Giancarlo Pressenda, dirigente della Sezione Musica (Utilizzazioni e Ripartizione).

Durante la riunione, durata tre ore, si sono affrontate le tematiche più significative legate al rapporto tra il mondo del jazz italiano e la SIAE:

  •         Tariffe SIAE troppo alte, che scoraggiano gli organizzatori di eventi musicali, soprattutto quelli di base, le piccole associazioni e i locali che scelgono con coraggio di organizzare concerti di jazz piuttosto che eventi musicali con maggiore garanzia di successo commerciale;
  •         Pratiche burocratiche complesse, costose e vessatorie, che contribuiscono a scoraggiare gli organizzatori
  •         Mancata corrispondenza tra reale numero degli spettatori e costi fissi dei permessi;
  •         Utilizzazione di categorie obsolete per classificare gli spettacoli quali “Trattenimenti senza ballo” (programma musicale rosso, con ripartizione dei compensi basata su campionamento, che discrimina i repertori di nicchia), e “Concerto jazz” (programma musicale blu, con ripartizione analitica che garantisce il compenso degli autori);
  •         Diritto di improvvisazione, esempio della SACEM francese e suo possibile riconoscimento da parte della SIAE.

La discussione si è svolta anche alla luce del recepimento da parte del governo italiano della Direttiva europea 2014/26/Ue sulla “gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno”, che stabilisce una serie di principi, come la possibilità per i titolari dei diritti di scegliere liberamente il loro organismo di gestione collettiva, la parità di trattamento delle categorie di titolari dei diritti e l’equa distribuzione delle royalty. Tale recepimento dovrà avvenire entro il 10 aprile 2016; una riforma della SIAE è quindi nell’agenda del governo, e questo può essere un momento favorevole per portare avanti le nostre istanze.

Sui costi della gestione delle pratiche SIAE che gravano sugli organizzatori, e che di fatto ci danneggiano sia come esecutori che come compositori, scoraggiando l’organizzazione di concerti, abbiamo avuto dei segnali positivi. Per quanto riguarda lo snellimento delle pratiche e la trasparenza proprio il 15 luglio, il giorno prima del nostro incontro, è stata messa on line la nuova versione del sito istituzionale della SIAE, che già nei primi giorni di vita è piuttosto ricca di informazioni utili, e nella quale iniziano ad essere presenti delle procedure on line. Si tratta di una prima fase, ma ci è stato assicurato che sono in corso grossi sforzi per recuperare i ritardi nella digitalizzazione delle procedure. Inoltre la SIAE si è dichiarata pronta a fare accordi con categorie di esercizi, come i piccoli jazz club, che potrebbero portare a tariffe più favorevoli e commisurate alla tipica programmazione musicale jazzistica.

Il dott. Pressenda ci ha illustrato come i concerti di jazz e di musica classica, dopo alcuni anni nei quali hanno subito un calo, nel 2014 hanno prodotto maggiori utili, segnando una ripresa. Da parte nostra abbiamo segnalato che i dati che ci sono stati forniti non tengono conto della grande quantità di concerti jazz, effettuati per lo più nei locali, che finiscono nella categoria “Trattenimenti senza ballo”, meno costosa per chi organizza, e che quindi non vengono indicati nelle statistiche. A questo proposito l’avv. Agoglia ci ha chiesto di contribuire ad una sorta di censimento dei piccoli locali che programmano più o meno abitualmente jazz, o che potenzialmente potrebbero farlo, per capire se si tratta di un fenomeno di entità tale da giustificare lo studio di accordi e/o nuove tariffe o revisioni delle categorie di eventi e relativi permessi. A proposito delle categorie l’avv. Agoglia ha convenuto sul fatto che sono anacronistiche, spiegando che risalgono a quando la SIAE riscuoteva per conto dello Stato l’imposta sullo spettacolo, e rispecchiavano le vecchie categorie fiscali.

Sul problema del diritto di improvvisazione abbiamo rilevato da parte dei nostri interlocutori una certa sensibilità, e per quanto di loro competenza ci hanno garantito che dal punto di vista tecnico giuridico non ci sarebbero ostacoli ad un suo riconoscimento. Questo significa che dovremo rivolgerci ai “decisori”, e attivarci per contattare i componenti della Commissione musica per sottoporre la questione alla loro attenzione.

Anche se non sono mancati momenti di intensa dialettica la discussione, insolitamente lunga, si è sempre mantenuta su toni di confronto costruttivo, e l’avv. Agoglia ci ha chiesto di considerare questo incontro come l’apertura di un tavolo di lavoro, dandoci appuntamento per un nuovo incontro a settembre, quando dovremo iniziare ad affrontare le varie questioni che abbiamo sollevato in maniera specifica, possibilmente con proposte già elaborate e coinvolgendo altri soggetti.

1 comment for “Primo incontro SIAE

  1. Fabrizio
    22 dicembre 2015 at 12:57

    Sarebbe bello se la SIAE cominciasse un percorso di attualizzazione, a cominciare dalla modifica delle nomenclature obsolete, usate per gli eventi, per poi accettare nella immediato la questione dell improvvisazione ‘conditio sine qua non’ del Jazz..se vediamo quanti anni fa nascevano realtà come le associazioni di musicisti improvvisatori negli Stati Uniti (es.aacm).
    Chiedere una statistica su locali ed altre realtà organizzative che propongono jazz per aprire un tavolo di discussione, equivale a rimandare o peggio fiaccare la domanda..
    La SIAE dovrebbe a mio avviso, ragionare sugli argomenti proposti dall associazione musicisti di jazz per avergli fornito un quadro reale ed attuale dello stato dell’arte del Jazz in Italia.
    Fabrizio Rainaldi

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