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MIDJ a sostegno dei precari dell’AFAM

Nei giorni scorsi la presentazione da parte di tutte le forze politiche di emendamenti alla legge di bilancio per la statizzazione degli Istituti superiori ex pareggiati e per la stabilizzazione dei docenti precari dell’AFAM ci avevano fatto ben sperare per quelli che riteniamo fossero da tempo atti dovuti. Un’indicazione per la statizzazione degli ex IMP era già presente nella legge 508 del 1999, e la stabilizzazione di docenti che abbiano superato i 36 mesi di servizio su cattedre vacanti è un principio che questo governo ha sostenuto più volte di voler rispettare, in linea con la direttiva europea 1999/70/CE.
Apprendiamo invece con sconcerto che, mentre un emendamento per la statizzazione degli ex IMP è stato accolto nel testo presentato in Senato, ogni ipotesi di stabilizzazione dei docenti precari, provvedimento assai meno oneroso, è stata cassata.

Si tratta di una scelta molto grave, che delude le naturali e legittime aspettative di quanti in questi anni hanno dedicato passione, energie ed entusiasmo al lavoro nelle istituzioni AFAM, e per questo hanno rinunciato a opportunità, messo da parte altri progetti e sovente rinunciato a posti di lavoro a tempo indeterminato.
Il personale docente a tempo determinato è ormai circa un quarto del totale dei docenti in organico, ma la sua distribuzione non è uguale in tutti i settori: nei Corsi di jazz dei Conservatori i docenti sono quasi tutti precari. I corsi di jazz sono presenti con continuità nei Conservatori italiani dal 1976, e attirano una percentuale altissima di iscritti, rappresentando un fiore all’occhiello del sistema. Intere strutture didattiche sono totalmente affidate da anni agli stessi docenti precari e coordinate da docenti precari, ma la quasi totalità degli statuti, approvati dal MIUR contravvenendo alla Direttiva Europea 1999/70/CE, che impone l’attuazione da parte degli stati membri del principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato, li escludono dall’elettorato passivo per i Consigli Accademici, organi di governo dei quali i loro studenti possono invece far parte.

Stabilizzare il precariato storico, come è stato fatto per lavoratori di altri settori, avrebbe comportato un costo irrisorio per lo Stato, e sarebbe stato un segnale di coerenza. Di conseguenza, il pervicace rifiuto di muoversi in questa direzione, che ha caratterizzato tutta questa legislatura, fa nascere il forte sospetto che si vogliano mantenere molte cattedre vacanti per poter procedere, con la scusa della razionalizzazione, ad un ridimensionamento del sistema AFAM. Qualora tale intento si palesasse chiaramente, ci sentiremmo obbligati ad agire con tutte le nostre forze nel denunciare il fatto in ogni sede, per difendere l’AFAM e l’importante ruolo che al suo interno il jazz ha conquistato, grazie al lavoro di docenti che sono anche tra i migliori musicisti e studiosi del jazz italiano.
Auspichiamo comunque che si trovi il modo, prima del passaggio alla Camera, di inserire nella legge di bilancio un emendamento che preveda la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie della legge 128 e di quanti al di fuori di esse abbiano maturato gli stessi requisiti previsti dalla legge 128.

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