assemblea nazionale

Le dichiarazioni programmatiche dei candidati al direttivo

Per darvi la possibilità di capire cosa intendono fare per MIdJ e per il jazz italiano i 14 musicisti candidati al prossimo direttivo (lista completa al link), pubblichiamo qui una prima parte delle loro dichiarazioni programmatiche.

Le votazioni saranno aperte fino al 6 aprile, oppure sarà possibile votare direttamente all’Assemblea nazionale che si terrà a Milano, l’8 aprile presso il Teatro Sala Fontana. Ricordiamo che per esprimere il proprio voto è necessario essere regolarmente iscritti a MIdJ per l’anno in corso e che si possono esprimere fino a 9 preferenze.
E’ possibile votare scrivendo a info@musicisti-jazz.it; i voti saranno conteggiati dalla segreteria e verrà resa pubblica solo la somma dei voti per ogni candidato.

CANDIDATURA DI ALESSANDRO FEDRIGO
Credo che il MIDJ e la sua Presidente abbiamo fatto un lavoro straordinario in questi anni, un lavoro che è necessario continuare.
La figura del musicista di jazz deve essere riconosciuta come una figura importante culturalmente, una figura da tutelare.
Siamo purtroppo abitutati a lavorare senza contratti, mal pagati, attraverso la nostra attività non arriveremo ad una pensione, siamo poco considerati dalla SIAE, difficilmente riusciamo ad avere accesso a festival importanti e a fondi che sostengano la nostra attività all’estero.
I motivi che hanno generato questa situazione sono vari, credo fermamaente che solo una associazione nazionale possa far evolvere lo stato delle cose.
Si tratta di una battaglia complessa e lunga ma è stata iniziata.
Una battaglia che ci deve coinvolgere tutti perchè può avere ricadute su tutti noi.
I tavoli e l’interlocuzione con Ministero, SIAE e ENPALS sono importantissimi se vogliamo perseguire l’obbiettivo di veder riconosciuti i nostri diritti di lavoratori e artisti.
Sicuramente anche la nascita di una Federazione del Jazz Italiano è cosa molto importante.
Tutti i soggetti coinvolti (etichette, festival, musicisti e jazz clubs) hanno interessi comuni e collegati, possono fare massa critica nel confronto con le istituzioni e devono imparare a interloquire tra loro per scambiare punti di vista, condividere problematiche, progettualità e cercare soluzioni che possano favorire lo sviluppo e la diffusione del jazz.
Dal 2011 ho fondato una piccola etichetta discografica (nusica.org) e ho iniziato ad organizzare una rassegna di concerti estiva (Sile Jazz) nella mia città.
Il fatto di trovarmi ad osservare il mondo del jazz da queste due differenti angolazioni mi ha arricchito molto e mi ha permesso di vedere più chiaramente come il funzionamento di SIAE, ENPALS sia un freno per la nostra attività di musicisti. Spero che queste competenze possano essere d’aiuto qualora fossi eletto.
Credo che il MIDJ sia in un momento cruciale, c’è molto da fare ma il lavoro del precedente direttivo è stato davvero importante e credo che ora sia necessario proseguirlo.

CANDIDATURA DI ANTONIO RIBATTI
MIDJ è ormai realtà imprescindibile nel panorama musicale e culturale italiano, una posizione che l’associazione ha guadagnata lavorando con chiarezza di obiettivi e grande dedizione.
Dal 2016, di fatto, ho voluto vivere questa esperienza in prima persona e sono così entrato a far parte dell’attuale Consiglio Direttivo MIDJ, avendo così occasione di lavorare fianco a fianco con appassionati colleghi su numerosi progetti, al fine di raggiungere importanti obiettivi statutari.
Nel corso di questo periodo ritengo di aver fornito un importante contributo alla crescita di MIDJ, operando nel rispetto di scelte condivise e ponendomi sempre in modo progettuale e risolutivo specie su alcune tematiche.
Per questo motivo e al fine di proseguire il percorso avviato, mi candido al nuovo Consiglio Direttivo, ritenendo per altro questo momento, una fase particolarmente delicata per MIDJ, che vedrà il cambio della Presidenza che in questi anni ha garantito una guida chiara e decisa, ottenendo risultati di altissimo profilo specie nel rapporto con le istituzioni.
MIDJ può fare la differenza – come ha già dimostrato – specie nel cambio di punto di vista sul comparto della musica jazz e sulla sua necessaria e meritata valorizzazione. Credendo fermamente nelle possibilità di sviluppo di questi obiettivi e in caso di mia rielezione, mi adopererò per lavorare in CONTINUITÀ con gli orientamenti della Presidenza e del Consiglio Direttivo uscente al fine di consolidare gli importanti obiettivi ad oggi raggiunti, pur prestando attenzione alla necessità di INNOVARE azioni e strategie volte a valorizzare il mondo del jazz e della cultura musicale in generale.

CANDIDATURA DI CLAUDIO CARBONI
Vista la mia lunga esperienza nel campo dei diritti d’autore e diritti connessi vorrei insieme a MIDJ portare avanti la battaglia per il riconoscimento del diritto d’improvvisazione, a partire dalle registrazioni, per le quali gli eventuali controlli sulla parte realmente improvvisata sono documentabili, per poi continuare sul riconoscimento nei live. Attraverso l’Associazione vorrei promuovere la conoscenza del diritto connesso e le modalità con le quali detto diritto viene riconosciuto e retribuito agli aventi diritto. Sempre riguardo le registrazioni fonografiche, mi vorrei impegnare per il riconoscimento dei credits (indicazione dei partecipanti ad una registrazione) sulle piattaforme digitali, credo che il riconoscimento dell’importanza data da un Artista che prende parte ad una registrazione sia fondamentale e l’indicazione dei nomi nei credits un atto dovuto.

CANDIDATURA DI CLAUDIO FASOLI
Facendo seguito ad alcune riflessioni relative al mercato del Jazz in Italia, ma non solo, e ascoltando opinioni varie che ho condiviso con altri musicisti, mi è venuta l’idea che MIDJ possa supportare la promozione e il lavoro di musicisti over 55 che possano essere interessati.
Giustamente spesso si parla di giovani talenti, dico e sottolineo giustamente, ma si
dimentica che, come gli esodati, troppo rapidamente a volte si trascurano musicisti
in età adulta che non riescono a trovare sbocchi alle proprie esigenze espressive.
Non tutti infatti possono avere un talento spiccato anche nel trovare una propria collocazione fra le molte proposte interessanti attualmente sul mercato .
Il musicista è sempre lasciato solo di fronte ad un mercato selvaggio, spesso diviso in parrocchie territoriali difese con accanimento , a ragione stante la situazione, ma deleterie per la libera circolazione delle idee e delle iniziative.
Detto ciò non so bene come questo obiettivo possa trovare un linea realizzativa ma comunque mi incuriosisce sottoporre questa istanza e vedere di considerare anche questo problema.

CANDIDATURA DI DONATELLO D’ATTOMA
Ho sempre seguito con interesse l’attività di Midj dalla sua nascita sostenendola nelle
attività in qualità di associato e prendendo direttamente parte ad alcune importanti
iniziative come musicista e compositore. Oggi, l’associazione può vantare certamente il
raggiungimento di ottimi risultati, tra i quali la sigla del protocollo d’intesa tra il MiBACT
e la neonata fondazione nazionale il jazz italiano, passo fondamentale per
l’affermazione identitaria di un autentico movimento artistico-culturale tutto Italiano,
riconoscibile oggi con consapevolezza nell’essere musica di ricerca e di fervore
compositivo sperimentale.
Credo sia importante continuare nell’ottica di un coinvolgimento più attivo degli enti
che si occupano di formazione musicale, come i Licei Musicali, i Conservatori e non in
ultimo i Musei organizzando, nelle loro sedi, conferenze, dibattiti e giornate di studio
così da essere presenti in modo capillare sulla maggior parte del territorio italiano.
Inoltre, Midj potrebbe far valere la sua esperienza anche nell’ambito della consulenza
organizzativa: esistono Festival anche con una certa storia alle spalle che non hanno una
direzione artistica, utilizzano impropriamente spazi e tralasciano aspetti fondamentali
che non permettono ai musicisti di esprimersi al meglio delle loro possibilità.
Ritengo, infine, che un forte segnale di crescita collettiva sia tendere ad una politica
associativa che sappia regolamentarsi anche sulla capacità di autofinanziamento con lo
scopo di dare continuità alle proprie attività culturali. Per far ciò è necessaria la
collaborazione di tutti nel far crescere l’associazione come numero di adesioni,
arrivando alle periferie, coinvolgendo le amministrazioni locali e sensibilizzando le
nuove generazioni al Jazz e al concetto di professionismo nella musica.

CANDIDATURA DI GABRIELE COEN
Ho sentito forte quest’anno l’esigenza di candidarmi per il rinnovo del consiglio direttivo della nostra associazione a cui aderisco sin dalla prima ora con grande convinzione.
Mi piacerebbe in particolare poter portare la mia esperienza personale di musicista e operatore culturale: secondo me la grande sfida è quella di far conoscere la cultura e lo spirito del jazz a un sempre maggior numero di persone. Per fare ciò credo sia necessario far dialogare il nostro mondo con altri contesti musicali e culturali, credo cioè che sia nostro compito portare il jazz nei territori di confine, li dove ancora non è del tutto apprezzato o conosciuto. Diventa quindi fondamentale un lavoro divulgativo con il mondo della cultura, della scienza e il dialogo con le altre forme espressive (danza, pittura, cinema, teatro) e con gli altri linguaggi musicali, anche per creare nuove opportunità di conoscenza e quindi anche di lavoro per tutti noi. Il mio motto è da sempre” Jazz meets the World”, il jazz incontra il mondo e aprendosi agli altri contribuisce a rendere questo mondo il migliore possibile.

CANDIDATURA DI LUCREZIO DE SETA
Premessa:
Le professioni che orbitano intorno alle attività artistiche stanno subendo da una quindicina di anni a questa parte profonde modificazioni dovute ad un mutato scenario economico-sociale che rendono necessaria una più precisa definizione delle stesse, unitamente alla identificazione di tutele e doveri dedicati, come si conviene a tutte le categorie che prevedono una specializzazione e preparazione mirata come quella musicale.

Perché accetto l’invito a candidarmi al direttivo MIDJ:
Da sempre mi interrogo sul come far ‘emergere’ quelle figure dello scenario artistico che normalmente sono confuse con attività ludiche o ricreative (cosiddetti hobby) in modo da attirare quel rispetto da parte sia delle istituzioni che della società che porterebbe ad una implementazione delle infrastrutture, sia logistiche che normative, a beneficio di una ‘ufficializzazione’ di un comparto che oggi, penalizzato tanto dalla imprevedibilità economica quanto dallo stato preoccupante della sensibilità media degli italiani alla cultura, rischia di diventare una attività per pochi fortunati e talentuosi e/o facoltosi appassionati dell’arte.

Di cosa piacerebbe occuparmi:
1. L’INPS è uno dei tanti tasti dolenti da prendere in considerazione per un possibile confronto con le istituzioni. Mettendo da parte l’obbligo del numero di giorni lavorativi annui al fine del riconoscimento della pensione (…), la contribuzione Ex-Enpals, applicata all’attività dei professionisti alla fonte rende di fatto i costi a carico dei datori di lavoro, quasi sempre insostenibili, incentivando così di fatto il lavoro nero. Mi piacerebbe vedere uno Stato che considera chi fa cultura per poche decine di euro al giorno, differentemente da chi vende aspirapolvere o mobili da ufficio.
2. Analogo discorso va affrontato per i costi derivanti dagli obblighi SIAE che spesso sono superiori agli effettivi proventi di uno spettacolo musicale. Se vogliamo che la cultura sia alla portata di tutti dobbiamo iniziare a liberarla da tutte queste vere e proprie zavorre che la inchiodano alle logiche di un mercato troppo legato al profitto immediato, di fatto destinato a inevitabile revisione anche per quelle produzioni ben più materiali di quella intellettuale. E’ pur vero che da sempre, fatta eccezione per il XX secolo, l’arte è stata finanziata da regnanti o facoltosi mecenati, ma sarebbe bello vivere in un mondo in cui chi fa cultura possa garantire autonomamente a se e alla propria famiglia una vita quantomeno dignitosa nel pieno rispetto della legalità, senza far ricorso a sovvenzioni né ad aiuti di alcun tipo, che somiglierebbero nel migliore dei casi ad una moderna forma di elemosina.
3. Abbiamo bisogno di nuova linfa, e questa non può che venire dalla nutrita schiera di giovanissimi che, grazie anche alla incredibile dedizione dei bravissimi insegnanti dei conservatori e delle scuole private che a loro si dedicano per formarli al meglio delle loro possibilità, dimostrano di avere le carte per confrontarsi con la scena musicale internazionale senza alcun complesso di inferiorità, anzi.
Ma vanno aiutati, e soprattutto nel periodo che segue quello della formazione, perché le opportunità sono sempre meno e la massa di musicisti ‘abili ed arruolabili’ sempre più imponente. Sono necessari accordi con le strutture e i media che programmano musica al fine di rendere ‘più conveniente’ scritturare e ospitare artisti giovani e che propongano possibilmente la loro musica originale, come anche in direzione di una regolamentazione delle attività in cui ci sia un qualche riconoscimento e differenziazione fra ‘musicisti professionisti’ e ‘musicisti non professionisti’, in modo da permettere l’emersione, soprattutto previdenziale, di chi della attività artistica fa il proprio mezzo di sostentamento primario.

Questo per gratificare ‘chi di musica campa’ senza penalizzare ‘chi della musica fa una passione senza scopo di lucro’ e senza in nessun modo voler andare ad intaccare l’indipendenza dei direttori artistici di rassegne e festival, per cui auspico la definizione di regole che rendano appetibili delle percentuali minime di artisti ‘emergenti’ (concetto anche questo da definire) all’interno delle programmazioni dei big di indiscusso appeal di prestigio e di pubblico, in cambio di facilitazioni burocratiche e/o sgravi fiscali.
Insomma, questo per iniziare, ma di idee ce ne sono molte. Se c’è chi ha voglia di discuterne per capire quali sono le migliori e le più efficaci, modificandole in modo da massimizzarne l’effetto positivo, sarò felice di unirmi a loro e fare del mio meglio per dare il mio modesto ma motivato contributo.

CANDIDATURA DI LUCIA IANNIELLO
Chi come me si candida al Comitato Direttivo MIDJ per il rinnovo cariche, ha la strada spianata da un lavoro considerevole, appassionato, puntuale, già realizzato dal gruppo uscente che si è contraddistinto per tenacia, preparazione e capacità di visione.
Oltre che continuare a lavorare nella direzione già indicata, contribuendo al consolidamento delle azioni intraprese per il rafforzamento del ruolo del jazz italiano, per difendere e rafforzare la pratica musicale nelle scuole di ogni ordine e grado, per migliorare la legislazione di settore, ritengo di poter utilizzare “anche” le mie competenze maturate in ambiti extramusicali per poter contribuire a:
– migliorare la comunicazione esterna con un occhio attento ai social e ai magazine di settore internazionali
– facilitare la comunicazione interna, tra gli associati ed il comitato direttivo
– contribuire ad aumentare la consapevolezza dell’operato di MIDJ tra i musicisti
Inoltre, oltre alle iniziative che MIDJ ha intrapreso con successo in favore dei giovani e delle donne musiciste, è mio intento mantenere alto l’interesse verso quei musicisti/e che sono attualmente tagliati fuori sia dai festival che da tante altre iniziative, non appartenendo più alla categoria dei giovani, pur avendo maturato esperienza e professionalità.

CANDIDATURA DI MARCELLO ALLULLI
Mi chiamo Marcello Allulli e sono un sassofonista di Roma.
Ho fatto parte dell’ultimo direttivo MIDJ e devo dire che in questi ultimi due anni abbiamo visto crescere e svilupparsi esponenzialmente il lavoro iniziato quattro anni fa, arrivando a risultati molto importanti.
Penso di aver svolto seriamente i compiti a cui mi sono dedicato e vorrei apportare la mia esperienza ai prossimi due anni di mandato .
Vorrei continuare a svolgere e dare continuità al mio lavoro, cosi da formare un direttivo eterogeneo, formato sia da nuovi associati sia dagli associati che si sono riproposti per un altro mandato.

CANDIDATURA DI ROMINA CAPITANI
Da quanto l’associazione MIDJ è nata ad oggi si sono concretizzati molti risultati
importanti, che hanno fatto fare enormi passi avanti a tutta la categoria di musicisti di jazz,
in termini di peso di fronte alle istituzioni: essere una comunità che può interfacciarsi per
richiedere tutele, diritti e spazi dedicati è una delle maggiori forze di questa associazione.
Credo molto nel valore di questo impegno e nella responsabilità che chi partecipa
attivamente ha nei confronti di tutti i soci, quella di pensare alla collettività e dare risultati
che apportino benefici a tutti.
Per questo vorrei mettermi a disposizione e far parte del consiglio direttivo.
Sono una cantante, compositrice e insegnante, il nostro mestiere si compone di tanti
bellissimi elementi che ci rendono molto ricettivi nei confronti non solo dei bisogni dei
nostri colleghi, ma anche di quelli che saranno i musicisti di domani.
Ritengo fondamentale proseguire l’ottimo lavoro svolto finora dal direttivo e concentrarsi
su alcuni obiettivi chiave:
– enpals / inps: tutele e diritti, pensione, contributi
– agevolare la musica dal vivo con minori costi per i locali e le associazioni che la
propongono
– ottenere spazi per il jazz all’interno della didattica nella pubblica istruzione (scuola
primaria e secondaria, licei musicali)
– ottenere finanziamenti per festival jazz, fondi che vengono sempre più decurtati dalle
amministrazioni locali
– coinvolgere maggiormente i media e dare risalto ai nostri musicisti italiani, che
dovrebbero e potrebbero esistere di più, sia nei festival italiani che all’estero
– siae e diritto d’autore, maggiore ripartizione e trasparenza degli incassi prodotti ogni
volta che un musicista suona e scrive i suoi brani sul borderò
Spero di poter dare il mio contributo e faccio i migliori auguri al prossimo consiglio direttivo
e a tutti i soci per il lavoro che ci aspetta!

CANDIDATURA DI SIMONE GRAZIANO
A febbraio del 2016 un caro amico mi propose di candidarmi per entrare nel direttivo di Midj. Opposi molte resistenze, le medesime che ognuno di voi può immaginare nel momento stesso in cui gli venisse fatta la stessa proposta.
Poi mi convinsi, ed è stata un’esperienza magnifica.
Onestamente non era nelle mie intenzioni ripetere la candidatura per il nuovo direttivo: gli ultimi due anni sono stati molto intensi e meglio di così, pensavo, che dobbiamo fare.
Poi, riflettendo a lungo sui tanti aspetti su cui ancora bisogna lavorare e sul quanto la continuità dei membri del direttivo faciliti lo svolgimento di tali lavori, mi son deciso a ricandidarmi.
In sintesi, elenco i punti su cui Midj, a mio avviso, dovrebbe concentrarsi in futuro per rafforzare il ruolo di tutela e promozione della musica jazz in italia e all’estero:

1. Vigilare affinchè il Governo Italiano rispetti e applichi il Protocollo d’Intesa a tutela della musica jazz firmato con La Federazione del jazz nel febbario 2018
2. Far applicare al Governo Italiano la delega, contenuta nella nuova Legge sulla musica dal Vivo, al Ministero del lavoro per il riordino della materia previdenziale, fiscale, assicurativa dei musicisti.
3. Creare le condizioni per esportare la musica italiana all’estero sia attraverso il bando A.I.R che mediante la creazione di Export office capace di far conoscere la nostra musica al di fuori dei confini nazionali.
4. Incentivare e promuovere le giovani realtà musicali.
5. Promuovere i musicisti che non avendo più 35 anni non possono usufruire dei benefici dei bandi ma sono tuttavia meritevoli far conoscere la loro musica.
6. Far conoscere il jazz nelle scuole primarie e secondarie tramite concerti, workshop, ascolti e qualsiasi altra iniziativa volta a tale scopo.
7. Ricreare il tessuto regionale di midj per avere un maggior radicamento sul territorio locale.
8. Ottenere dalla SIAE il riconoscimento del diritto di Improvvisazione, diritto a cui siamo molto vicini, ma che ancora non possiamo dire di avere.
9. Sostenere le esigenze dei musicisti all’interno della neonata Federazione del Jazz Italiano composta dall’associazione dei festival, l’associazione dei jazz club, l’associazione delle etichette e quella delle agenzie.
10. Rafforzare lo spirito di coesione tra tutti i musicisti italiani.
Penso che l’unico motivo che mi spinge a tentare di fare tutto ciò sia cercare di valorizzare tutta la bellezza musicale che esiste oggi nel nostro paese.

CANDIDATURA DI STEFANO GIULIANO
Avendo svolto il ruolo di referente regionale MIDJ per la Campania in questi 2 anni mi è sembrato logico e necessario candidarmi al direttivo nazionale per due ragioni:
A); Dare un forte contributo e apporto all’associazione MIDJ sia in termini di collaborazione che in termini di proposte.
B) Valorizzare e aiutare le regioni meridionali per sviluppare ed ideare progetti atti alla cooperazione, alla realizzazione di eventi e di tutte le eventuali problematiche inerenti al jazz.