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LIBRI

IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA

L’Aquila rinasce. Cresce al ritmo frenetico del jazz e trova la sua origine grazie alla musica che ne modella l’architettura urbana e sociale. Il terzo capitolo de Il jazz italiano per le terre del sisma è uno sfaccettato affresco tra il blu e magenta. Una tavolozza timbrica che stratifica organici e solisti dipingendo una straordinaria orchestra passionale e umana. La libertà che si cela dietro ogni nota blue è da condividere nel dialogo e, se il boato di un cataclisma non potrà mai coprire il frastuono della poesia, non potevamo non fare dell’Aquila l’epicentro del nostro pensiero creativo e solidale.

IL JAZZ ITALIANO PER AMATRICE

Il 24 agosto la terra trema ad Amatrice, Arquata del Tronto, Accumoli… Un movimento instabile che modifica la geografia del sisma e che tocca, oltre ai centri del Reatino, le regioni di Abruzzo, Marche e Umbria. Anche la grande maratona del Jazz per L’Aquila si frantuma e si ricostruisce, in poco meno di una settimana, spostandosi in oltre 25 città italiane e dimostrando, ancora una volta, l’elasticità di una musica, la nostra, capace di grandi slanci e in grado di mettere in campo poesia e creatività unite a concretezza e professionalità.

IL JAZZ ITALIANO PER L’AQUILA 2015

Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo all’Aquila quel 6 settembre 2015: l’idea era quella di organizzare una grande giornata di musica per richiamare l’attenzione sulla necessità di riportare la città ferita dal terremoto del 2009, a una normalità, ancora ben lontana. Da subito l’evento si prospettò straordinario, raccogliendo l’adesione a titolo gratuito di centinaia di musicisti e più di sessanta fotografi. Questo libro è nato per ridare, attraverso i racconti dei musicisti e le fotografie dell’evento, l’emozione a quanti c’erano e fornire una testimonianza a quanti non hanno potuto assistervi.

RACCONTI JAZZ

Incontri fotografici in 7/8

Il fascino irresistibile della fotografia risiede nella grande illusione che riesce a creare. Ci fa credere quello che il grande scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges denuncia come un grande errore, e cioè che “il tempo sia fatto di istanti individuali e separabili l’uno dall’altro, così come lo spazio di punti”. Ogni foto presenta un istante preciso di vita, di musica, di vita nella musica, di musica nella vita… Instancabili cacciatori di istanti i fotografi, splendidi sacerdoti dell’illusione.  (dalla prefazione di Enrico Pieranunzi)

In questo sorta di diario personale di Pino Ninfa, fotografo Jazz e viaggiatore instancabile e curioso, rivivono, incontro dopo incontro, le emozioni che hanno creato in noi la leggenda del Jazz e che da sempre seducono scrittori e fotografi desiderosi di ricreare, ognuno con i propri mezzi, l’incanto e la magia della musica e dei volti indimenticabili che la suonano. Da Sonny Rollins a Michel Petrucciani, da Caetano Veloso a Giorgio Gaslini, da Enrico Pieranunzi a Paolo Fresu, i racconti intimi e appassionati del fotografo ci aiutano a comprendere l’energia che può sprigionarsi nell’incontro tra musica Jazz e fotografia.